Domenico De Masi azzera i confini

Domenico De Masi azzera i confini

@Serena Visentin – Il Grigione Italiano

Ennesima conferma per il Laboratorio teatrale Pgi, condotto da Gigliola Amonini, che quest’anno ha portato in scena in Casa Besta a Brusio l’interpretazione teatrale di un trattato sociologico del prof. Domenico De Masi. Giovedì prossimo l’illustre studioso sarà ospite a Le Prese in Valposchiavo.

Si è registrato il tutto esaurito per lo spettacolo del Laboratorio teatrale Pgi per adulti tenutosi il 18 e il 19 maggio 2019 in Casa Besta a Brusio. Dopo quattro mesi di formazione e di condivisione intorno all’arte della recitazione, i partecipanti al percorso hanno proposto mediante la conduzione e la regia di Gigliola Amonini una sperimentazione teatrale dal titolo “Semplicemente”, ricca di contenuti filosofici e sociologi attinti dal volume Una semplice rivoluzione del sociologo Domenico De Masi. Record di presenze attoriali per lo spettacolo: ben 16 i performer saliti sul palco, provenienti dalla Valposchiavo e dalla Valtellina, che hanno dimostrato di destreggiarsi abilmente di fronte al pubblico, emozionando scena dopo scena. Si sono alternate nello spettacolo parti corali frenetiche, aritmiche, incontrollate, rappresentazioni delle dinamiche della nostra ‘imbizzarrita’ società post-industriale, con diversi monologhi su questioni filosofiche e sociologiche, dove l’espressione vocale e la mimica del singolo attore catalizzavano totalmente l’attenzione degli spettatori. Una difficile impresa quindi per gli interpreti, superata però brillantemente; non è certo facile tener alta l’attenzione su temi quali l’utilizzo del tempo, il confronto tra società rurale, industriale e post-industriale, alienazione riguardante aspetti lavorativi, occupazione, disoccupazione, ore straordinarie, sostituzione della forza e intelligenza umana con macchine, robot e intelligenza artificiale.

Uno spettacolo che per molti versi ha scosso provocatoriamente il pubblico; e conscia di questo la regista Amonini riferisce: «Non voglio proporre un teatro “classico”, voglio invece un teatro in linea con la nostra modernità, con la nostra attualità, che funga da specchio alle dinamiche complesse e ai controsensi della nostra società. Il fine è provocare il pubblico, disturbarlo, incomodarlo e in questa maniera farlo riflettere sulle più importanti tematiche della nostra epoca. Se il pensiero delle situazioni proposte sulla scena ritornano a distanza di tempo come un rigurgito, bene, il fine è raggiunto».

Fin dalla scena introduttiva di “Semplicemente” il pubblico capisce che sta assistendo a uno spettacolo inusuale, con un pulsante battito a pieno volume e delle larve “umane” che strisciano sul palco: condizione primigenia dell’uomo, animale esistenziale inerte e schiavo del lavoro.

@Serena Visentin – Il Grigione Italiano

Tuttavia, anche se sembra dominare un certo pessimismo sulla nostra condizione umana passata e presente, la rappresentazione pian piano si apre a una visione positiva del futuro, di un mondo dove al centro non vi è più il lavoro stressante, la fatica fisica snervante, il denaro, il consumismo, bensì la consapevolezza che è meglio coltivare la felicità attraverso la condivisione, l’amore, l’amicizia, il culto della bellezza e dell’estetica, e la creatività. Quest’ultimo aspetto è stato messo in scena ironicamente con tre umanoidi-bebè dal grande testone, viventi nell’anno 2999, ossia nell’epoca oziosa dove non esiste più il lavoro faticoso, che, divertiti, ridono della nostra civiltà “economista” fondata sul mercato, osservandola come “un fatto archeologico”.

La sperimentazione teatrale trae spunto dal trattato sociologico Una semplice rivoluzione di Domenico De Masi. Questa “semplice rivoluzione” della nostra società, forse tutt’altro che semplice, ovvero piuttosto complicata da decifrare, la stiamo vivendo magari senza una piena consapevolezza: le nuove tecnologie di comunicazione, le nanotecnologie, l’intelligenza artificiale affiancano la crescente disoccupazione, il lavoro umano è sostituito da robot e da dispositivi elettronici, il continuo allarme di un crack finanziario, il passaggio da lavori pesanti a lavori creativi, etc..

Questo cambiamento spesso ci disorienta.

Cogliamo quindi l’opportunità di avere in Valposchiavo l’illustre sociologo Domenico De Masi che ci fa gradita visita giovedì 23 maggio 2019, alle ore 20.30, presso l’Hotel Le Prese. Sarà un incontro dove il professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma ci illustrerà i mutamenti rivoluzionari della società post-industriale partendo dalla sua recente pubblicazione Il mondo è giovane ancora. Attraverso il suo pensiero intorno ai paradigmi di longevità e vecchiaia, digitali e analogici, lavoro e ozio, paura e coraggio, intelligenza e sentimenti, leggerezza e felicità, etc., «De Masi offre un’accurata e convincente istantanea del tempo che stiamo vivendo, un’inquadratura realistica e carica di speranza che descrive chi siamo e come saremo».


Domenico De Masi incanta il pubblico in Valposchiavo

Domenico De Masi incanta il pubblico in Valposchiavo

Domenico De Masi incanta il pubblico in ValposchiavoNumerosi gli interessati alla conferenza con il prof. Domenico De Masi tenutasi giovedì 23 maggio 2019 presso la sala eventi dell’Hotel Le Prese in Valposchiavo.

Sociologo, opinionista e conferenziere impegnatissimo, De Masi è arrivato fra le nostre montagne prendendosi il tempo in un calendario fittissimo d’appuntamenti per presentare le sue analisi, teorie e visioni a valposchiavini e valtellinesi accorsi per ascoltarlo. Accogliere un ospite di tale levatura è stato di intenso gradimento per la Pro Grigioni Italiano che ha dato il benvenuto all’illustre personaggio con ben tre delle sue figure di riferimento: il presidente Franco Milani, la presidentessa della sezione Valposchiavo Begoña Feijoo Fariña e l’operatore culturale Giovanni Ruatti.

«La conferenza corona idealmente il progetto relativo al laboratorio teatrale per adulti condotto da Gigliola Amonini che quest’anno ha proposto uno spettacolo in Casa Besta ispirato al saggio di De Masi – riferisce Ruatti. E’ un onore per noi avere un personaggio di tale spessore intellettuale ed è anche molto stimolante approfondire in un evento pubblico i temi toccati dalla sperimentazione teatrale direttamente con l’autore dei concetti».

In un incontro denso di contenuti, moderato dal teologo con studi in psicologia sociale Antonio Di Passa, si è partiti dal concetto di disorientamento degli individui della nostra società per arrivare a parlare della felicità seguendo la struttura del volume “Il mondo è giovane ancora”. Sono state ben due ore di argomenti complessi espressi dal sociologo a favore della comprensione del pubblico con fluidità e semplicità incomparabile. Diversi i temi  trattati: la mancanza di un modello per la società post-industriale che crea uno smarrimento generale, il divario fra i digitali e gli analogici, la diminuzione delle ore lavorative a favore delle ore del tempo libero, l’ozio creativo, la disoccupazione creata dalle nuove tecnologie, i giovani e l’informatica e i social media, l’informazione ai tempi d’oggi, l’aumento delle post-democrazie e dei governi prefascisti.

Infine, giunge dal sociologico di Ravello la proposta che la felicità nel mondo si possa raggiungere con un “grande patto sociale” che coinvolga le diverse categorie (digitali e analogici, anziani e giovani, ricchi e poveri, paesi sviluppati e sottosviluppati) in modo da favorire una ridistribuzione della ricchezza mondiale (ora appannaggio di pochi ricchi) a favore della moltitudine globale.

A fine conferenza i partecipanti del laboratorio teatrale soddisfatti e a tratti emozionati, hanno avuto modo di colloquiare con l’autore che ha ispirato la sperimentazione teatrale. Riflette la regista Amonini: «Dalle parole e nello sguardo del professor De Masi scoccano frecciate di speranza, sferzate di aria nuova sulla bellezza del futuro. La sua presenza è come una folata di vento che scompagina i pensieri, infonde energia, attiva la volontà di ripristinare nuove scale di priorità su cui svettano, trionfanti, attività come  contemplazione, convivialità, silenzio, bellezza».

Infine la conferenza si conclude, l’immaginaria porta spalancata dal vento si chiude, ma nulla rimane come prima se non la certezza che “il mondo è giovane ancora”.

 

Pgi Valposchiavo

A Brusio in scena Bacio dopo bacio (19-20 maggio)

Bacio dopo bacio

Bacio dopo bacio

 

Pro Grigioni Italiano Valposchiavo

Il Laboratorio teatrale Pgi presenta «Bacio dopo bacio»

Sabato 19 e domenica 20 maggio 2018, presso la Casa Besta di Brusio, il Laboratorio Teatrale Adulti Pgi Valposchiavo presenterà la pièce teatrale BACIO DOPO BACIO, liberamente tratta dall’opera della drammaturga spagnola Paloma Pedrero con la regia di Gigliola Amonini.

Conservo in un cassetto l’ultimo bacio che mi hai dato. Ogni tanto lo indosso, mi guardo allo
specchio e ti sorrido.

Quando due persone uniscono per la prima volta le loro bocche, almeno una fiamma si accende. O una fiamma si spegne.

Bacio dopo bacio racconta di baci autentici, di quelli in cui le cose non vengono esattamente come le hai sognate, quelli che possono cominciare con uno sfioramento di labbra e possono finire in un aeroporto o in una sala parto.
Nell’intento dell’autrice lo spettacolo è un canto all’amore nuovo, rappresenta una serie di risvegli, uno spettacolo di farfalle nel corpo.

L’amore, qualsiasi tipo di amore, muove il mondo. Lo muove nel senso buono, verso il futuro, verso la costruzione.

Un bacio: un istante, mille istanti di resurrezione.

Paloma Pedrero
Probabilmente la drammaturga spagnola più rappresentata al mondo. Ha studiato Sociologia all’Università Complutense di Madrid e ha mosso i suoi primi passi all’interno del gruppo madrileno Chachivache, per il quale ha scritto e recitato testi soprattutto di teatro ragazzi e di ricerca. Uno dei suoi primi lavori, La llamada de Lauren , del 1984, ha ottenuto il Premio de Teatro breve de Valladolid; in versione ampliata fu presentato l’anno seguente a Madrid – il ruolo femminile era interpretato dalla stessa Pedrero – ottenendo subito un enorme successo anche in seguito alle polemiche suscitate per il modo, all’epoca ritenuto scandaloso, di trattare il tema dell’identità
sessuale. Dopo di allora si sono succeduti numerosi testi, spesso caratterizzati da uno sguardo particolarmente attento alla condizione femminile. Fra i testi più noti si ricordano: Invierno de luna alegre (Premio Tirso De Molina, 1987), El color de agosto, Una estrella, Noches de amor efimero, En el tunel un pàjaro e nel 2009 ha presentato al Festival de Otono, Caidos del cielo, un’opera sui
senzatetto messa in scena da attori non professionisti. Pedrero ha inoltre lavorato come attrice, sia in teatro che al cinema, dirigendo molti dei suoi lavori.

Gigliola Amonini
Diplomata nel 1996 alla Scuola teatrale biennale di dizione, recitazione, mimo e linguaggio del corpo promossa dal Comune di Sondrio, in collaborazione con Teatriditalia (Elfo e Portaromana) sotto la direzione di Fiorenzo Grassi, ha approfondito diverse tematiche con maestri della scena nazionale ed estera fra i quali Yves Lebreton, Claudia Contin, Mario Pirovano, Davide Iodice, Jurij Alschitz. Ha frequentato un corso di perfezionamento delle tecniche vocali con Francesco Mazza, corsi di canto con Carla Regina presso la Scuola Civica di Musica di Sondrio, corsi di ritmica e teatralità con Alessandro Ferrara e diversi laboratori di narrazione e voce. L’approfondimento della conduzione di laboratori teatrali per adulti e ragazzi ha portato alla realizzazione e alla messa in
scena di una sessantina di spettacoli teatrali. Collabora con continuità con associazioni culturali quali: Pro Grigioni Italiano, Associazione Quadrato magico di Regoledo di Cosio Valtellino, Alpiinscena e ASSOMIDOP-Sondrio Festival.

Il Laboratorio teatrale Pgi intende promuovere la cultura teatrale sul territorio offrendo un percorso formativo aperto a tutti gli interessati. Le sue numerose produzioni, presentate a scadenza regolare a partire dal 2009, costituiscono un ponte culturale fra Valposchiavo e Valtellina. A condurre il laboratorio a partire dal 2008 è la regista Gigliola Amonini.

In scena: Achille Pola, Annabella Lardelli, Carmen Lovisi, Cinzia Zaghen, Claudia Martinelli, Graziella Gatti, Manuela Kalt- Demonti, Marco Bussani, Margherita Lidia Casa, Maria Lavizzari, Mario Rossi, Nadia Marazza, Nando Nussio, Sara Bigiotti, Sofia Del Curto.

Costumi e scenografie: Laboratorio Teatrale Pgi Adulti

Audio, luci e assistenza tecnica: Maurizio Natali

Regia: Gigliola Amonini

In programma quattro rappresentazioni presso Casa Besta
Sabato 19 maggio, ore 17.00 e ore 20.30
Domenica 20 maggio, ore 17.00 e ore 20.30

Ingresso: CHF 15.- (13 Euro) – CHF 10.- (9 Euro) per soci Pgi Valposchiavo e studenti/apprendisti

Informazioni e prenotazioni:
www.pgi.ch/valposchiavo / valposchiavo@pgi.ch / Tel. +41 (0)81 834 63 17

• Al termine degli spettacoli sarà servito un rinfresco nella splendida Sala del Consiglio di
Casa Besta.
• La Casa Besta di Brusio dispone di un ampio posteggio in prossimità del fiume Poschiavino,
è situata nel nucleo storico a nord del viadotto ferroviario.
Per il sostegno si ringraziano: Comune di Brusio, Banca Cantonale Grigione, Migros Percento Culturale e coltiviamosogni.ch

Teglio Teatro Festival 2017

In occasione della nona edizione di “Teglio Teatro Festival” vengono messi in scena due spettacoli teatrali.

Il 31 luglio “Semplicemente” interpretato dagli attori del Laboratorio Teatrale Quadrato Magico. Spettacolo ispirato all’ opera di Domenico De Masi “Una semplice rivoluzione”, presso SONDRIO (fr. Arquino) Spazio Centrale – ore 21.15. Per maggiori info clicca qui

L‘8 agosto “Una madre lo sa” rappresentato dagli attori del Laboratorio Teatrale Pro Grigioni Italiano. Ispirato all’ Opera di Concita Di Gregorio, presso SONDRIO (fr. Arquino) Spazio Centrale – ore 21.00. Per maggiori info clicca qui

Consulta il programma completo del festival cliccando qui

Una madre lo sa

Il percorso svolto dal Laboratorio teatrale Pgi per adulti e condotto dalla regista Gigliola Amonini, si conclude il 27 e 28 maggio 2017 con il teatro di prosa intitolato Una madre lo sa.

Giudichiamo spesso le azioni altrui, ma nessuna mamma è sbagliata; sta invece effettuando un percorso che la vita le ha offerto, con prove da affrontare e con l’istinto materno che chiama a gran voce e invita ad agire. Diverse sono le mamme reali che saliranno sul palco di Casa Besta in veste di altre madri o di madri in altro modo, alla fine di un percorso teatrale intenso sia dal punto di vista formativo che emotivo.

Sotto la conduzione di Gigliola Amonini, il laboratorio ha infatti motivato i partecipanti a scavare nella propria sfera materna e familiare, nei propri ricordi d’infanzia, riscoprendo e valorizzando emozioni da esprimere con la propria presenza scenica.

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